Numeri & Target del turismo attivo in Italia e nel mondo


Numeri & Target

Chi e quanti sono, dove e come vanno, cosa fanno e quanto spendono i turisti attivi in Italia e nel mondo!

Non si tratta di una tendenza del momento. I numeri sono in costante aumento e il target di riferimento in altrettanto continuo allargamento. Si tratta di persone tra i 20 e i 65 anni con una maggioranza netta tra i 30 e i 55. In particolare il focus si posiziona nella fascia tra i 40 e i 55 che si muove in piccoli gruppi o famiglia e soprattutto non nelle stagioni canoniche.
Non è la loro vacanza principale, hanno infatti un buon potere d’acquisto, si tratta di un break fuori stagione per conoscere, attraversando a piedi o in bici o altro, la vera essenza di un luogo, la sua cultura, le sue tradizioni eno-gastronomiche e/o religiose.

Quanti sono i viaggiatori attivi?

Nel 2014 si stima che circa il 18% dei turisti che hanno scelto l’Italia come meta delle loro vacanze lo abbiano fatto spinti da motivazioni legate allo sport. Una cifra importante, equamente suddivisa tra turisti italiani (17.1%) e stranieri (18.6%), ma soprattutto in costante crescita, a conferma della dinamica positiva di questa particolare forma di turismo che, non ancora inserita nelle rilevazioni ufciali dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT), è oggi uno dei segmenti di nicchia in maggior espansione. Sono sempre di più, infatti, le persone che si muovo nel mondo per partecipare o assistere ad un’esperienza sportiva. Tanto che quella legata allo sport è oggi una nicchia turistica che genera nel mondo, annualmente, dai 12 ai 15 milioni di arrivi internazionali con una previsione di crescita del +6% all’anno. Il tutto per un segmento che rappresenta circa il 10% dell’industria turistica mondiale e genera un fatturato globale di circa 800 miliardi di dollari.

A rivelarlo è una ricerca dell’centro Studi Turistici di Firenze. Il turismo sportivo nel Mondo e in Italia

Al livello mondiale i principali paesi di origine dei turisti sportivi sono Regno Unito, Germania, Italia, Spagna, Danimarca, Svezia e Finlandia. E se in alcuni Paesi l’indotto generato dal turismo sportivo ha già superato la soglia del 25%, con l’Australia che è addirittura al 55%, l’Italia si difende bene con questo comparto che dal 2007 al 2013 ha fatto registrare un +25% in termini di flussi turistici e un +20% per quanto riguarda la spesa. Il tutto per un volume di affari pari a 9 miliardi di euro e circa 60 milioni di pernottamenti totali. E per capire la ricaduta che questa tipologia di turismo ha a livello di indotto basti pensare che il 52% della spesa interessa imprese ricettive e della ristorazione, ma ricadute importanti si hanno anche per le attività ricreative, culturali e di intrattenimento (24%). Senza contare che il settore agroalimentare riceve da questo segmento il 13% della spesa sostenuta dai turisti e quello dei trasporti circa il 3%. Ma ricadute importanti si hanno anche per l’editoria, le industrie manifatturiere e il settore del commercio.

Un turista high-spender

I turisti sportivi si caratterizzano per capacità di spesa elevata e per tempi di permanenza medi più lunghi rispetto ad altre categorie. La vacanza sportiva ha, infatti, un costo medio pro-capite pari a 97,43 € per il viaggio A/R (75,41 € per gli italiani e 122,83 € per gli stranieri). L’alloggio richiede mediamente 44,57 € al giorno (42,03 € per gli italiani e 46,86 € per gli stranieri) mentre 68,59 € (67,26 € per gli italiani e 69,99 € per gli stranieri) sono destinati alle restanti spese giornaliere. Inoltre, una volta rientrati nel loro Paese di origine, sono soliti raccomandare alla loro rete di conoscenze le mete dei loro recenti viaggi.

Il ruolo del web

Ma come sceglie la sua meta il turista sportivo? Se il passaparola (43,3%) si attesta quale fonte principale per la scelta di turismo sportivo, in particolare per gli stranieri (47,5%) che si afdano più di tutti al consiglio di chi ha già visitato le località come prima fonte di informazione, specie se è un opinion leader del settore ad elargire il “consiglio”, sia esso un blogger, atleta, giornalista, etc. Oltre all’esperienza reiterata o personale (36,4%), il web si conferma luogo importante per la raccolta delle informazioni, più per gli stranieri 38,5% che per gli italiani i quali dichiarano di servirsene solamente per il 23,4%, preferendo ancora media tradizionali come la stampa specializzata. E in crescita è anche l’influenza dei Social Network che oggi pesano sulla scelta per il 3.7% tra gli italiani e per il 9% sui turisti stranieri