UTMR

DAY 0: LA GENESI

l progetto nasce cinque mesi fa dopo aver letto un articolo su Meridiani Montagne, speciale Monte Rosa. Raccolgo informazioni sul Grande Sentiero Walser e mi appassiono a questo percorso trekking della durata di 6 giorni. Immediatamente con la mente trasformo il trekking in trailrunning, dividendo i tempi e i giorni. Ne parlo con Dario e Andrea, scegliamo il periodo ed è deciso! L’idea ci piace subito, rappresenta un sogno da inseguire al di fuori delle competizioni. Con un post su Instagram sveliamo il nostro progetto e poche ore dopo Luca ci scrive che vorrebbe unirsi.
La truppa si allarga! Una domenica di giugno con Andrea saliamo a Gressoney per una prima ricognizione del percorso, dopo il giretto Andrea la spara grossa: “Ma se completassimo l’intero anello del Monte Rosa anziché il GSW?” Come dar contro al suo infinito entusiasmo? Completare un tour intorno a questo massiccio è indubbiamente 100 volte più eccitante!
Nel frattempo si unisce il nostro amico Massimo e il gruppo è consolidato!
Perfetto, non rimane che darci dentro…

Klingande ft Broken Back - Riva

Musica consigliata per la lettura di questo articolo
Klingande ft Broken Back ~ Riva

DAY 1: ALAGNA – Saas Fee

MASSIMO: Lo zaino è pronto, io pure. Dopo mesi di allenamenti e gare sto bene, sono fiducioso, anche se il “viaggio” sarà lungo. Il primo giorno non si scorda mai…
SIMONE: Partenza da Alagna ore 9, siamo lenti e pigri al mattino. Iniziamo la salita verso il Colle del Turlo su una mulattiera militare costruita negli anni 20: salendo ci domandiamo come riuscissero a compiere simili sforzi, noi viaggiamo leggeri in confronto e fatichiamo! Dal rifugio Maroli, con una discesa tecnica tra i massi e lastre di roccia scivolosa proseguiamo fino al pianoro del lago Mattmarksee dove vediamo alcuni stambecchi. Costeggiamo il lago fino alla diga da dove prendiamo un sentiero nel bosco che ci porta a Saas Fee. Arriviamo decisamente più tardi del previsto accumulando 11 ore di corsa sulle gambe.
ANDREA: da Macugnaga saliamo verso il Passo del Monte Moro a 2868m (1500 D+). L’umore è buono e le gambe girano ancora bene, mentre il cielo inizia a coprirsi di nubi, peccato per il paesaggio ma sicuramente il fresco ci da una mano visto il peso degli zaini sulle spalle (l’inesperienza ci ha fatto abbondare un po’ troppo col bagaglio..)
La salita è lunga e impegnativa, ma la pendenza piuttosto costante, incontriamo il primo nevaio oltre il quale ci fermiamo al Rifugio Oberto-Maroli per un bel tè caldo e una miaccia (non provate a chiamarla piadina che si offendono, io ci ho provato e non è andata bene..).
A Saas Fee ci aspetta un’accoglienza svizzera puntualissima, prendiamo possesso delle nostre stanze e andiamo a goderci la meritata cena. Le sensazioni sono buone, la gioia e l’entusiasmo fanno passare in secondo piano le fatiche della giornata, ma ci costringiamo a non festeggiare troppo, la strada è ancora lunga!
LUCA: Risaliamo le vie che nel XIII secolo le antiche popolazioni Walser usavano per gli scambi commerciali.
Ancora oggi sono evidenti le tracce dell’antico sentiero.
È come ripercorrere un pezzo di storia.

DAY 2: Saas Fee – Zermatt

MASSIMO: La Svizzera è meravigliosa: ordine, pulizia, boschi verdissimi e cime di 4000 metri che fanno da platea al nostro passaggio. Il gruppo è affiatato e le emozioni scaldano il cuore.
SIMONE: Da Saas Fee, dopo una breve salita di 400 mt ,ci immettiamo su un single track magnifico, tutto a mezza costa con panorama mozzafiato sulla catena montuosa opposta. Arriviamo a Grachen, l’estremo più a nord dell’intero percorso. Mancano 30 km, il sentiero non è sempre ben segnato: fuggiamo dai taglialegna che imprecano perchè siam passati proprio nella zona di caduta dei tronchi e tentiamo la salita verso l’Europahutte, attaccandola alle 15.30. Valutiamo che è troppo tardi per salire a 2600 mt e il meteo è previsto in peggioramento. Decidiamo di scendere quasi a fondo valle e arrivare a Zermatt per un percorso alternativo, tentiamo di scendere a Herbriggen ma a metà discesa prendiamo un sentiero chiuso a causa di una frana… Alla fine dobbiamo “piegarci” agli inconvenienti e raggiungere Zermatt al tramonto, con il treno…
ANDREA: Sopra di noi, appena lasciata Saas Fee, svetta il massiccio del Mischabel che separa le vallate di Zermatt e Saas e che contiene ben 11 cime oltre i 4000m!!! Il paesaggio è a dir poco spettacolare e l’andatura è lenta, ma come si fa a non fermarsi ad ammirare lo spettacolo che ci si para davanti agli occhi? Quando il nostro sentiero, dopo un paio di deviazioni, finisce su una gigantesca frana ormai è troppo tardi per tirarsi indietro (o semplicemente non ne abbiamo nessuna voglia). Ci facciamo coraggio a vicenda iniziando ad avanzare tra grossi massi e letti di fiumi sino a raggiungere una piccola casa in legno abitata, che segna la fine del pericolo. Tutti baldanzosi chiediamo se il paese che vediamo sotto di noi sia Tasch, l’ultimo prima di Zermatt: con malincuore scopriamo di essere molto più indietro del previsto, siamo sopra Herbriggen e la meta dista ancora 15 km. Un rapido sguardo all’orologio e l’idea che domani ci attende la tappa più dura con il passaggio al Teodulo ci costringe alla resa, scendiamo a valle e saliamo sul treno che ci porta fino a Zermatt, dove arriviamo per le 18, giusto in tempo per la cena che in Ostello (sì, Ostello, visti i prezzi di Zermatt non è il caso di fare i raffinati…) viene servita non più tardi delle 19 (neanche fossimo in ospedale!).
LUCA: Non esiste solo la corsa contro il tempo e il peso dello zaino sulle spalle. Saltare, ridere, scherzare. Il nostro viaggio è anche vivere momenti come questo.

DAY 3: Zermatt – Saint Jacques

MASSIMO: La mondana Zermatt, con la sua vista del Cervino, mi affascina e conquista, ma la voglia di rientrare in Italia, riprendere la nostra corsa, si fa sentire. Salire al ghiacciaio, accompagnati dagli stambecchi è un ricordo ancora vivo in me.
SIMONE: Da Zermatt prendiamo per Zum See allungando per qualche chilometro il percorso, guadagniamo altimetria nella nebbia sbucando al di sopra delle nuvole. Un raggio di sole e il Matterhorn si mostra con gli stambecchi sulle sue pendici. Incanto! Al rifugio Gandehutte ammiriamo la morena del Monte Rosa e la catena dei Breithorn, proseguiamo verso il rif. Teodulo sulla neve arrivando a 3.320 metri, il punto più alto del Tour. Dopo una torta di mele super ripartiamo correndo sul nevaio in discesa. Dal lago saliamo verso il Colle Cime Bianche da dove parte il vallone Courtod, che ci porta a Saint Jaques dove ci aspetta al rifugio il massaggiatore Daniele Chiavaro. L’arrivo con le sensazioni più belle dei tre giorni.
ANDREA: Al nostro risveglio c’è ancora una fine pioggerellina ad attenderci, pioggia che per nostra fortuna cessa pochi minuti dopo la nostra partenza. Nonostante tutte le nostre migliori intenzioni di non sbagliare percorso, memori del giorno precedente, partiamo di buon passo diretti al paese di Zmutt, bellissimo borgo in legno ai piedi dell’omonimo ghiacciaio. Peccato non sia sul nostro percorso… ma ormai è spuntato il sole e la bellezza del paesaggio fa passare in secondo piano la deviazione, del resto sugli oltre 40km previsti oggi cosa vuoi che siano un paio di km in più? Splendido e selvaggio il Vallone di Courtod, in cui corriamo gli ultimi km di giornata, sopra il quale svettano la Gobba di Rollin, il ghiacciaio della Ventina e il massiccio del Grand Tournalin. Il sentiero è un bellissimo single track che costeggia il torrente e che ci porta fino a Resy, appena sopra Saint Jacques. Qui per motivi logistici ci aspettano ancora un ultima ripida salita e 5 km sino al Rifugio Vieux Crest dove passiamo la notte. Lo sforzo aggiuntivo viene ripagato dalla bellezza del piccolo borgo in pietra dove si trova il rifugio. Ad attenderci troviamo una bella fontana per un po’ di crioterapia “naturale” e Daniele, il nostro amico fisioterapista, pronto a tirarci a lucido (o almeno provarci…), per un attimo ci sentiamo dei veri professionisti! Concludiamo la giornata con una bella cena accompagnata da un ottimo bicchiere di Genepy locale. Non c’è che dire, più passa il tempo, più la vita da trailer inizia a piacermi!
LUCA: Il terzo giorno, il più bello di tutti.
Panorami mozzafiato. La sensazione di essere i padroni del mondo, quasi un delirio di onnipotenza.

IDAY 4: Saint Jacques – ALAGNA

MASSIMO: Dopo tanti anni di trail, mi stupisce ancora il benessere psico-fisico indotto dalla corsa in natura. È impressionante l’energia che mi arriva dai boschi e dalle montagne. Mi attira, mi avvolge, mi compenetra.
SIMONE: Dal rifugio dove abbiamo passato la notte saliamo spediti al passo del Rothorn, quindi scendendo verso Staffal ammiriamo affascinati la vista sulla parete sud-ovest del Rosa. Attacchiamo l’ultima salita del Tour verso il Passo dei Salati (2936) dove entriamo nel rifugio per scaldarci: la temperatura esterna è di soli 3 gradi e c’è nebbia. La sosta merita uno spaghetto all’amatriciana prima di buttarci in discesa su Alagna. Doccia, birra e abbracci. The end UTMR 154 KM 9700 D+ completato!
ANDREA: Dopo una bella colazione self service col fido Luca in cabina di regia, ossia il bancone del bar a sfornare cappuccini e caffè per tutti, ripartiamo baldanzosi alla volta del Passo del Rothorn. In realtà l’UTMR prevederebbe il passaggio del Colle di Bettaforca, ma dato che il rifugio dove abbiamo dormito è proprio alla base del Rothorn ci prendiamo questa “licenza” da trailer e con orgoglio inauguriamo la “variante Sbuff dell’UTMR”. Affrontiamo spinti dal temporale incombente e dalla carica di essere sull’ultima salita del tour, verso il Passo dei Salati. La fatica viene ripagata da un bel piatto di pasta e una fetta di torta. Fuori intanto inizia a spirare un bel vento, ma di pioggia per ora nulla quindi ripartiamo alla volta di Alagna quasi 2000 metri più sotto. L’ultima parte di discesa la facciamo scortati da un simpatico branco di caprette, per la gioia del loro proprietario che se le ritroverà ben lontano da dove le aveva lasciate. Tutti i nostri tentativi di farle desistere si perdono nel vuoto e così tra una risata e l’altra ci troviamo quasi senza rendercene conto nel parcheggio dove avevamo lasciato le nostre macchine quattro giorni prima. L’arrivo ha un che di surreale, non ci sembra vero che sia già tutto finito e che stasera saremo di nuovo in pianura.
Che dire, è stata un avventura stupenda, con dei grandi amici quindi… non c’è tempo da perdere per organizzare la prossima Sbuff Experience!
LUCA: Il tour è concluso. Risultato raggiunto ma la soddisfazione più grande è l’affiatamento che si è creato nel gruppo. Siamo già pronti per un’altra Sbuff&Soul Experience.

Riflessioni a gambe ferme

DARIO: Non è facile raccontare la montagna, descriverne le emozioni e la fatica. Puoi parlare del paesaggio che appare lì, all’improvviso, a metà sentiero, della maestosità del Cervino, dello sguardo stranito degli stambecchi lungo il percorso… ma quello che hai provato in quel momento richiede parole che non conosci, immagini che anche la macchina fotografica puo’ al massimo mostrare ma non ripetere identiche. Chi si alza alle 6 e fuori pioviggina con un cielo coperto, chi a metà strada si chiede chi me l’ha fatto fare, oggi e pure domenica!, chi mette tra se e una vetta solo uno zainetto con poca roba e la forza delle proprie gambe lo sa di cosa di cosa sto parlando.
Sa che le montagna non regala niente, ma da tanto.
Sa che un gruppo di amici con cui condividere un’avventura vale più di mille integratori.
Sa che allo stremo della fatica raggiungere una tappa ti lascia più energia di quando sei partito all’alba con il K-way e la sola voglia di farcela.
Quello che forse non sa è che 154 km in 4 giorni sul Monte Rosa non è una follia, che 3500m metri di dislivello in 8 ore si possono fare anche se è il primo giorno, che si può partire da Zermatt, passare dal Teodulo, attraversare prati fioriti, dormire al rifugio Vieux Crest e poi ritornare al punto di partenza.
Fa male ai muscoli, certo, ma si può fare..e regala un sogno, che vale più di tutto. Noi l’abbiamo fatto. E voi?

ULTRA TOUR MONTE ROSA

20 – 22 Agosto 2015
L’edizione zero dell’Ultra Tour Monte Rosa è una 110 km divisa in 3 tappe da Cervinia (Italia) a Grächen (Svizzera).
Distanza totale: 110km; D+: 6.000m
Quota media: 2.000m Paesi: Italia e Svizzera
20/08: Cervinia – Gressoney 32 km D+1100m D-2000m
21/08: Gressoney – Macugnaga 38 km D+2200m D-3200m
22/08: Macugnaga – Grächen 41 km D+2600m D-2250m
Info e iscrizioni su: www.ultratourmonterosa.com

Autore Luca Podetti