La via della Lana e della Seta

«Bologna e Prato, due città storiche e ricche di cultura, accomunate dall’antica vocazione per la lavorazione dei tessuti. La prima celebre per le sue sete e la seconda per le pregiate lane. Legame forte il loro, rafforzato anche dalla presenza della chiusa di Casalecchio sul Reno e dal Cavalciotto sul Bisenzio, entrambe utilizzate un tempo come forza motrice per lavorare i tessuti.»

Tutto ha inizio dal cammino.
Oggi è una moda, o meglio una tendenza, reinventare turisticamente sentieri e percorsi,

abbandonati e dimenticati e trasformarli in una sorta di pellegrinaggio che fa bene al corpo e allo spiritio. Seguendo questa tendenza nata con il Cammino di Santiago e con la Via Francigena, in Italia sono stati recuperati o creati da zero tanti percorsi da anni dimenticati. La via della Lana e della Seta è il più recente di questi cammini. Creata dal cuore, dalle gambe e dalle ricerche di Vito Paticchia, studioso storico salentino trapiantato a Bologna, che ha ideato questo itinerario vedendolo come un percorso storico, culturale, gastronomico e non solo come un semplice cammino perché La Via della Lana e della Seta, è un angolo di Toscana ancora sconosciuto ai più. Un tesoro ben nascosto tutto da scoprire, un viaggio nella storia che collega le due città di Bologna e Prato, sfruttando la chiave del commercio e della lavorazione tessile, attraverso un paesaggio unico e a tratti selvaggio.
Passato e presente si fondono nell’immaginario mentre si percorre questo sentiero dove, la presenza dei due fiumi Reno e Bisenzio, un tempo forza motrice necessaria agli opifici e ai telai utilizzati per lavorare il materiale tessile, amplifica il fascino di questi luoghi.
Ed ecco allora che oggi il viaggio comincia: 130 chilometri, divisi idealmente in sei tappe per poter attraversare l’Appennino Tosco- Emiliano godendone a pieno la bellezza, approfittando delle strutture in cui dormire (alberghi, b&b o anche in tenda), ma anche delle tante soluzioni per poter interrompere il cammino e riprenderlo a piacimento, sfruttando la linea ferroviaria Bologna-Prato-Firenze che attraversa i principali paesi-tappa dell’itinerario.

La Via della Lana e della Seta in breve.
Lo scorso ottobre abbiamo percorso la Via della Lana e della Seta e vogliamo suggerirvi una soluzione per un get away di tre giorni, per ammirare alcune tappe con gli highlights del cammino, oppure per un’intera settimana, percorrendo tutte le tappe.

Prima Tappa: 7 km
Partendo da Bologna, si raggiunge il Parco Talon a Casalecchio, dove il Cammino ha inizio, in un grande viale alberato, per poi snodarsi in una tranquilla passeggiata pianeggiante tra i campi alla sinistra del Reno, fino a raggiungere lo splendido Palazzo De’ Rossi, un complesso rinascimentale molto curato e costituito da un castello e da un piccolissimo borgo ancora abitato. Qui potrebbe finire la prima, brevissima tappa, ma vale la pena fare una piccola deviazione e percorrere le poche centinaia di metri che separano il Palazzo dal bellissimo Ponte di Vizzano, che, con la sua struttura a campata unica che richiama quella del ponte di Brooklyn, conquista anche lo spettatore più distratto che non potrà restare indifferente alla sua storia: utilizzato nell’antichità per permettere agli abitanti di raggiungere il centro abitato di Pontecchio, il ponte era fondamentale soprattutto per gli scolari.
Distrutto varie volte dalle piene del fiume, lasciava gli abitanti del borgo di Vizzano completamente isolati, finché una maestra che aveva molto a cuore l’istruzione dei suoi alunni si batté con coraggio per ottenere una ricostruzione più salda e resistente. Lasciato il ponte, si raggiunge località Sasso Marconi, distante circa 3 km, dove si può fare tappa alle Fattorie di Montechiaro: un agriturismo delizioso, in grado di offrire un panorama meraviglioso, cucina ottima e cordialità invidiabile.

Seconda tappa: 18 + 8 km
Il giorno seguente, alzandosi di buon mattino ci si può recare a Grizzana Morandi e da lì ripartire sul sentiero per quella che è forse la tappa più variegata, sia a livello paesaggistico che strettamente tecnico, in quanto sono circa 18 km, fino a Castiglione dei Pepoli, caratterizzati da un eterno saliscendi, mai troppo faticoso, che si snoda lungo un’antica via etrusca che parte da un bellissimo bosco di castagni per poi attraversare il borgo di Collina e riaprirsi su un sentiero collinare da cui si gode un’impareggiabile vista sulla campagna circostante. Al termine del sentiero, si sale nuovamente per arrivare nel centro di Castiglione dei Pepoli, ideale meta per rifocillarsi con delizie della cucina locale. Da provare La Taverna del Cacciatore che offre delle specialità uniche realizzate con maestria da Lucia Antonelli, da affiancare ad una vasta scelta dei vini locali e non. Terminato il pranzo, si riparte per Montepiano, da cui si può proseguire per circa 8 km misti tra sottobosco e grandi prati aperti, godendosi il panorama e attraversando Rocca di Vernio, piccolo e affascinante borgo, fino a raggiungere il centro abitato di Vernio, dove s’impone uno stop per la notte. Indirizzo da tenere presente è l’Agriturismo Corboli che accoglie i propri ospiti offrendo loro eccellenti ricette della tradizione da assaporare godendosi la vista della collezione di utensili di metà secolo scorso, elegantemente disposti per lasciarsi ammirare. Atout di grande rilevo: l’accoglienza e la cordialità dei padroni di casa!

Terza Tappa: 14 km
Per l’ultima tappa, si può raggiungere il vicino centro di Vaiano e da lì iniziare una salita di circa 4 km, probabilmente la più impegnativa, su una carrareccia che attraversa vecchie cave di pietra ormai in disuso. Attraversando il crinale della Calvana, che guarda alla valle del Bisenzio e al Mugello, la salita porterà al punto panoramico più bello dell’intero cammino: il Monte Maggiore.
Distesa carsica dalla vegetazione secca e aspra, il Monte affaccia sull’intera area cittadina di Prato e Firenze e offre la possibilità di godere di uno spettacolo unico nel suo genere: branchi di cavalli allo stato brado che vivono e pascolano liberi tra i prati. Lasciato Monte Maggiore, si percorrono gli ultimi 10 km di discesa che portano fino a Prato, per raggiungere Cavalciotto di Santa Lucia, cioè una struttura equivalente alla Chiusa di Casalecchio, che permetteva di sfruttare la forza motrice delle acque del Bisenzio per la produzione di lana e tessuti.
Affrontando l’itinerario con le tappe suggerite, si può veramente godere a pieno dell’emozione di percorrere circa un terzo dell’intera Via della Lana e della Seta (47 km più o meno) in un weekend, senza affrontare trasferte troppo stancanti, o troppo difficili dal punto di vista fisico. È un’esperienza indubbiamente ricca di suggestioni, sfide e emozioni, che lascia percepire la forza di chi l’ha cercata, voluta e realizzata, così come il cuore di tutta la gente che vive lungo il percorso e che è sempre pronta ad accogliere e aiutare i passanti, indicando loro la direzione da seguire.
Se a fine percorso si ha ancora del tempo a disposizione, lo si può dedicare alla visita dei tanti punti d’interesse culturale e storico che Prato ha da offrire: dal Duomo in stile romanico-gotico, con gli splendidi affreschi di Filippo Lippi, passando per il Castello dell’Imperatore, senza tralasciare il Museo di Palazzo Pretorio, prima di concedersi un po’ di relax lasciandosi conquistare dal fascino delle imponenti ed eleganti ville medicee di Poggio a Caiano e Artimino.
Non dimentichiamo poi che si è a pochi km di distanza da Firenze con il suo inestimabile patrimonio culture e architettonico tutto da scoprire…