Lettera di un finisher

Angelo Simone, amico… anzi, fratello. Proprietario di Maratonando, il running shop al top in Versilia, un grande Soul Runner e oggi anche inviato speciale nella meraviglia della regina della gare di Trail Running 2016: la Lavaredo Ultra Trail, racconta con disarmante semplicità 12 anni di impegno per raggiungere il proprio obbiettivo!!!

Ho sempre amato lo sport.
È sempre stata la mia passione. Ho praticato di tutto: calcio, ginnastica artistica, atletica, tiro con l’arco, nuoto e tanto altro. Perché? Semplice! Mi piace allenarmi e arrivare al mio piccolo obiettivo!
Nel 2004, un po’ per sfida e un po’ no, mi alleno per la mia prima maratona, quella di Roma. Ho impiegato un anno, allenandomi veramente da profano e inventandomi di tutto, ma sempre con un po’ di criterio, aumentando il chilometraggio gradualmente, nel giusto modo; ho portato a termine la mia prima maratona, fisicamente distrutto, ma felice di aver raggiunto il mio obiettivo, una cosa che allora ritenevo più grande di me.

Sade - Smooth Operator

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Sade ~ Smooth Operator

Nel 2007 apro un negozio tecnico, specializzato running, Maratonando. Molto semplicemente… con tanti sogni nel cassetto, nel cuore, nella testa. Parallelamente ha inizio il mio periodo di allenamento mirato, lo faccio con criterio, proseguo sempre a piccoli passi, seguito da un preparatore atletico, Massimo Santucci, a cui spiego che vorrei arrivare a fare le maratona, ma senza soffrire come la prima volta; così entro in un mondo meraviglioso fatto di ritmi, recuperi, andature. Ci mettiamo d’impegno e arrivano i miei piccoli risultati, sempre con tranquillità. Capisco come migliorare, fino ad arrivare alla maratona di Londra dove riusciamo ad ottenere il risultato voluto. Ci abbiamo messo tre anni!!!
Passa il tempo e arrivano altre sfide, ormai ho una buona base di corsa su strada e nasce così un nuovo amore: la corsa in montagna. Nei boschi ti dimentichi di andature, tempi e cronometro, corri perché è bello essere circondati da tanta bellezza, specie se ci sono vette, mi fanno sognare!
Inizio a lavorare con puntualità e passione per migliorare la mia tecnica di corsa, approcciando il running “natural”, utilizzando le Five Fingers per rafforzare il piede e le caviglie, ma soprattutto per evitare infortuni di impatto sul tallone. Ho cominciato ad inserire sedute di piscina e bicicletta, da alternare alla corsa, per recuperare le gambe senza impatti.
12 anni dopo la mia prima maratona – 2016 Obbiettivo LUT
Per arrivare a fare la LUT c’è voluto un impegno minimo, ma costante, partendo, come ho raccontato, da lontano. Ho cominciato con gare da trenta e quaranta chilometri per recuperare in fretta e poi siamo passati a gare di 50km e 60km, continuando comunque con allenamenti brevi durante la settimana, arrivando sempre pronto la settimana successiva, con le gambe riposate. Qualcuno mi rimprovera che i miei due allenamenti di un’ora a settimana e poi la gara la domenica possano essere poco, ma io nuoto e faccio 50/60 chilometri in bicicletta una volta alla settimana, mi alleno quasi tutti i giorni, anche se con attività diversificate.
Il mio obiettivo era la LUT, portarla a termine e soprattutto godermi totalmente i fantastici paesaggi che avrei incontrato.
Così è stato, grazie al metodo, alla passione e la pazienza.
Correre di notte in posti come le Dolomiti è stato straordinario, veramente unico. Non ho portato la macchina fotografica, perché alcune immagini sono impresse nella mia mente in modo indelebile e preferisco così!
Mi sono portato a casa un viaggio, un mondo di colori che cambiava attimo dopo attimo, sarebbe stato impossibile imprimerle tutte in uno scatto fotografico. Difficile da raccontare le immagini che sono impresse, ogni volta che mi tornano in mente… sembra di aver vissuto un sogno. Mi viene la pelle d’oca.
Ecco, ho affrontato la LUT come affronto la mia vita quotidiana, giorno dopo giorno, continuando a scoprire e ad imparare, come nel mio lavoro con Maratonando, dove metto tutta la mia passione, il cuore, l’impegno, la testa e la pazienza! Come nei miei viaggi in montagna, con tanta umiltà e soprattutto tanta energia positiva… Tutto questo non sarebbe stato possibile senza una persona che mi è stata accanto su tutto, mia moglie Alessandra!

Autore Angelo Simone
Foto Riccardo Selvatico