Enego

Esiste un luogo di magia, di corse nel blu, di orizzonti ampi, di cielo e terra che si toccano, di sfide, di persone vere. Non si deve cercarlo lontano; è in montagna, ma vicino al mare, in quota ma non troppo, isolato ma a un passo da città d’arte e aeroporti. Impossibile? In Italia nulla è impossibile! Enego è uno dei sette comuni dell’Altopiano di Asiago in Veneto ma in odor di Trentino, con un pizzico di DNA Cimbro!
Enego è il Comune che, più di tutti gli altri sette, possiede un’anima “wilderness”. Votato per morfologia e tradizione allo sport outdoor.
Soul Running è andato in esplorazione (la prima di una lunga serie) per voi!


Enego

Primo giorno: la scoperta!

Partiti da Milano di buon ora, in auto, siamo arrivati in Val Sugana dopo poco più di due ore di viaggio. Da qui, salendo per una magnifica strada a tornanti, si arriva rapidamente nell’ombelico del paese: la piacevole e rilassata piazzetta di Enego con tanto di Torre Scaligera. Enego è una finestra che si apre in due direzioni: una sull’altopiano e una sulla Val Sugana. Quest’ultima l’avevo sempre relegata, in maniera disattenta e superficiale, a un passaggio molto trafficato per collegare Trentino e Veneto, tanto utile quanto brutta o rovinata. Salendo verso il limite dell’altopiano ho capito; e dire che dovrei saperlo che le cose viste dall’alto regalano sempre una verità diversa. La Valle appare come un immenso “crack” per giganti, rubando terminologia ai climber, un canyon fiero e severo, con scorci unici e una verticalità disarmante.

Entriamo subito nel vivo dell’attività e del borgo, varcando la soglia della sede dell’ASD “LaEnegoMarcesina” che affaccia sulla Piazza del Duomo. Una sede che ci fa capire subito chi abbiamo la fortuna e l’onore di incontrare. Sono nove anni che giro l’Italia umile e fiera del running e ancora non mi ero imbattuto in un locale curato come una baita di montagna, concepito come un info point funzionale, curato e accogliente come una casa ma soprattutto ricco di vita sociale. Un vero meeting point per i suoi associati e non solo.
Ci accolgono tanti ragazzi giovani e giovanissimi, oltre che i membri storici dell’ASD. C’è un clima bello, gioviale, autentico. Gustosa sensazione. In poco tempo siamo pronti per scoprire la loro Enego. Piccola ma ben distribuita e con tutte le infrastrutture a portata di… gamba. Possiamo dimenticare l’auto. Privilegio!
Per chi vuole correre o camminare senza spostarsi con l’auto esistono, infatti, percorsi ben segnalati che partono direttamente dalla piazza centrale o nelle immediate vicinanze. Chilometraggi e dislivelli per tutte le andature, corporature, passi, capacità e obiettivi.
Il campo sportivo è adagiato in una conca protetta con uno spazio a disposizione ottimale per tutte le attività; una su tutte: la mitica Running School!!!
Aperta a tutti ma con un occhio di riguardo per bambini e ragazzi, organizza corsi professionali per imparare tecniche di corsa ma soprattutto per imparare ad amare questo magnifico sport e le sue infinte potenzialità. La scuola è guidata dal maratoneta Said Boudalia e dal giovane Leonardo Boscardin.

I membri dell’Associazione stanno geo-referenziando tutta l’area. Obiettivo per l’estate 2018: inaugurare il Running Park di Enego!!!

A fine giornata sperimentiamo il “terzo tempo” di Enego, che mi piace annoverare tra le sue più grandi risorse. Già, perché solo quando ci sente accolti come amici e non come ospiti si fa la vera differenza e in Veneto il rapporto “accoglienza/qualità/prezzo” è davvero notevole!
Roberto, oste esperto, sapiente e di qualità ci accoglie nella storica bottega della Taverna delle Sette Teste. http://www.sette-teste.it/trattoria
Si racconta e ci racconta la storia del paese che è legata all’attività di allevamento e macellazione della sua famiglia, ma anche alla sua passione e professionalità riferita al mondo dello sci alpino. Uomo eclettico e interessante come il menù della taverna, che vede ai fornelli sia lui che il figlio. Da non perdere! Ha anche diverse camere, semplici e accoglienti, con affaccio panoramico sull’altopiano. http://www.sette-teste.it/albergo


Secondo giorno: l’unicità!

Enego. Mattina presto. Autunno nel suo pieno fulgore. Freddo pungente che si insinua. Aria sottile. Cielo terso.
Helga, Manola, Marco, Denis e Zeus, il magnifico e inseparabile Bovaro del Bernese di Helga e Marco, sono i nostri Virglio. E allora via!

Uscendo dal bosco rosso, giallo, arancio e ocra, continuando su strada bianca, immersi ora nei prati verde stanco di fine stagione, arriviamo nel blu assoluto.
Siamo in cima a… non capisco cosa… non ci sono più confini, la vista spazia in mille direzioni, il cielo da qui è più grande. Il Forte Lisser, luogo di memoria della grande guerra di 100 anni or sono, domina. I sentieri si intersecano e corrono ovunque. Le distanze si moltiplicano alla vista. L’altopiano appare infinito.
Ci muoviamo nel silenzio. Veloci ma con calma, una nuova sensazione che mi ha regalato Enego.
Abbandoniamo, poi, un paradiso per trovarne un altro: Làmbara. Un luogo intimo, più protetto. Malghe magnifiche, da poco ristrutturate danno l’idea di un “buen retiro” da sogno. Cavalli ovunque. Corrono, sgroppano, sbuffano, nitriscono; poi ci guardano curiosi mentre corriamo e li ammiriamo. Loro sì che sono nati per correre!

Lasciata Làmbara ci inoltriamo nuovamente nel bosco, questa volta di abeti verdi, alti, dritti. Il sottobosco pulito, quasi inesistente per la poca luce che quegli alberi, alti e frondosi, lasciano passare, offre una prospettiva inusuale di infinito, seppur in spazi che appaiono chiusi alla vista, impenetrabili.
Viaggiamo fino a che, ad un curva, tutto si apre nuovamente. Entriamo in un nuovo mondo: la Marcesina. Viene definita in vari modi: “l’altopiano nell’altopiano”, “la Finlandia d’Italia, “il luogo con lo sky view factor più alto d’Europa”. Tutto vero, e non è certo poco, ma c’è di più. La Marcesina è energia! Non so come altrimenti dovrei definire la sensazione che mi ha pervaso attraversandola, fotografandola, correndola, respirandola. Un ambiente con tante unicità: torbiere, piante carnivore, siti preistorici, boschi verde cupo, prati senza soluzione di continuità.
Un sogno: perdersi un po’, lasciare che il tempo scorra inconsapevole; abbandonare GPS, cronometri, applicazioni, abbigliamento tecnico. Vuoti dai pensieri. Immersi in se stessi. La Marcesina è wilderness, esprime l’essenza del concetto stesso di outdoor!

È qui che l’Associazione dei nostri amici di Enego organizza la loro mezza maratona da sogno a metà luglio: http://www.laenegomarcesina.it/
Attenzione! I posti per il paradiso sono limitati. Non pensateci troppo!!!
Quanto tempo abbiamo passato là dentro, ne La Marcesina intendo? Un’intera giornata? No! Poche ore, ma il tempo si è dilatato, infatti abbiamo ancora la fortuna di incontrare i giovani amici del primo giorno che ci accompagnano in un scrigno prezioso: Il paesino di Valgoda.
Inverno 2016 solo 1 abitante: Ugo. Anni 83.
Inverno 2017 nessuno, Ugo ha accettato di trasferirsi almeno per la stagione fredda a Enego, dove il Comune gli ha fornito un appartamentino gratuitamente.
In effetti, pensare di percorrere la strada in inverno… si tratta di una salita breve, verticale e molto stretta nella prima parte. Arrivati ad una svolta secca a destra, ci si trova sul limite alto del balcone che affaccia a picco sulla Val Sugana, viaggio vertiginoso lungo la stradina strettissima a sbalzo e attraverso le strettissime gallerie che bucano la roccia bianca e permettono di raggiungere il “borgo sospeso”.

L’infinita giornata eneghese si adagia piano piano verso il “terzo tempo”. Oggi siamo ospiti dalla famiglia Finco, nell’antico caseificio fondato dal papà: Franco, che ha lottato e continua a farlo con la sua signora e i suoi sei figli che, uniti, hanno ampliato, diversificato, comunicato fino a divenire una grande azienda casearia, senza mai perdere il proprio DNA, la propria territorialità: La Casearia Monti Trentini. http://www.montitrentini.com/
Con Franco e suo figlio Fabio, Vice Presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago https://www.asiagocheese.it/it, assaggiamo una qualità di “Malga Vecchio”, invecchiato due anni e premiato tra i migliori 4 sugli oltre 400 presenti al Caseus Veneti, una delle più prestigiose kermesse del settore, accompagnato da un ottimo prosecco e da racconti, detti, motti e sorrisi sinceri!


Terzo giorno: l’amicizia.

Due giorni di emozioni, panorami, scoperte. Due giorni di gente dell’altopiano. Dopo un’esperienza così intensa non potevamo chiudere che con alcune visite a casa di amici incontrati nei giorni passati.
Salutiamo Enego passando dal mitico Michele e dal suo museo privato… ma pubblico! Già, perché Michele ha trovato, nel suo ricordare e girovagare, davvero tanto della Grande Guerra, ma soprattutto un’anima nascosta: sa raccontare attraverso reperti anche inusuali e inediti, la vita di tutti i giorni di un fante “qualsiasi” o ancora, tematica meravigliosamente poetica quanto vera, la vita delle donne di Enego, dell’altopiano in genere, dei loro sacrifici e rischi per rifocillare, informare, soccorrere. Ovviamente Michele non lo fa solo a casa sua, ma su base volontaria nelle scuole che lo chiamano per far capire, senza annoiare, ai nostri bambini quegli anni, per fortuna, così difficili da comprendere ai loro occhi.

Infine, il passaggio dalla mitica Birreria Pedavena http://labirreriapedavena.it/ , tappa imperdibile per gli amanti della birra artigianale italiana e della buona cucina! Ci accogli Lionello, presidente e ispiratore, che ci ha raccontato la sua grande passione per tutto ciò che il suo territorio (inteso come “big area”… qualcuno su questa terra possiede il dono della lungimiranza) crea, produce, organizza e con lui: Gianpietro Slongo, Pompiere con la P maiuscola, ora in pensione, atleta, ma oggi nelle vesti di deus ex machina della famosissima gara podistica feltrina: “Il Giro delle Mura” http://www.girodellemura.it/ , ma non solo, anche dell’Urban Trail di Feltre che regala scorci inediti della caratteristica e pittoresca cittadina veneta.

Amici nella terra delle eccellenze!


Dal quarto giorno in poi: Il cuore.

Sono partito da Enego per spostarmi di soli pochi chilometri, mi hanno accolto dei cari amici ad Asiago. La mia permanenza sull’altopiano si è prolungata. Ma di questo ne parleremo più avanti. Già, in effetti sono certo che le occasioni non mancheranno! Enego, l’altopiano, i suoi luoghi, i panorami, le corse, i sentieri, gli infiniti e imponenti abeti, gli spazi esaltanti, ma soprattutto i suoi abitanti, sono entrati di prepotenza nel mio cuore, nel cuore del nostro team.
Enego è “Casa Soul Running”! Cosa significa esattamente? Lo scoprirete seguendoci stagione dopo stagione nelle nostre scorribande sul magnifico Altopiano dei Sette Comuni o di Asiago, che dir si voglia, in particolare nel suo cuore più outdoor: Enego! Punto di partenza perfetto per conoscere “by fair mean” tutti gli angoli segreti di queste terre alte, sospese nella porzione di cielo più ampia che abbia mai avuto la fortuna di vedere.

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