Soul Running torna al magnifico “bivio sbagliato” 6 anni dopo. Questa volta lo abbiamo fatto con un’atleta vera, Maria Elisabetta Lastri. Senese e molto, ma molto SOUL!!!

Prima gara lunga in Montagna della stagione, la “m” maiuscola non è un caso. 

Il rapporto distanza/dislivello è solo uno degli indici di quanto questa gara sia dura ma, al contempo incredibilmente affascinante.

Con queste premesse mi approccio ad una competizione che aspetto da mesi, la prima volta per me su questo percorso.

Arrivati in Val di Zoldo il giovedì pomeriggio il primo pensiero è quello del ritiro pettorali, una scorsa alla lista del materiale obbligatorio per controllare di aver preso tutto e via a Forno, pettorale preso, messo in bella vista sopra allo zaino (sia mai che la mattina della partenza me lo dimentico), cena, nanna.

Venerdì mattina di relax. Sulla sdraio in terrazza, chiudendo gli occhi, si sente solo il vento ed il fiume. Faccio un paragone un po’ originale, ma le sensazioni sono le stesse di una navigazione a vela in notturna, con vento e poco mare, quando scivoli veloce sopra un cuscino morbido.. qualcuno dalle mie parti avrebbe detto “come al mare, ci manca un ba’o”.

Venerdì pomeriggio di nuovo a Forno di Zoldo per la presentazione degli atleti, il livello è decisamente alto, cosa che accade solo nelle manifestazioni importanti.

Sabato mattina: 

  • ore 02:00 – sveglia, colazione – fru fru alla vaniglia
  • ore 03:00 – vestizione della comparsa – farà freddo? Farà caldo? Unica certezza: il berretto
  • ore 04:00 – verso la zona partenza – Pettorale? Zaino? Bastoni? C’è tutto?
  • ore 05:00 – partiti
  • ore 05:05 – fa già un caldo tremendo – ho sbagliato a vestirmi, si comincia bene

La gara parte subito con una salita “bella ignorante”, giusto antipasto di un percorso impegnativo che lascia pochi momenti di tranquillità.

Non importa però se ci troviamo su un tratto tecnico o meno, in certi punti è d’obbligo alzare lo sguardo, rallentare o fermarsi se necessario, guardarsi attorno. Perché dove le pareti della montagna diventano anfiteatri e magari c’è anche qualche cascatella a condire il tutto, non c’è gara, fatica o crisi che tenga, bisogna ammirare quel dono!

Poi alla fine di una salita dove cerchi invano di staccare chi hai dietro spunta il Pelmo e, beh, cosa stavo facendo? Ah già, una corsa… e allora lo seguo con lo sguardo finché non lo perdo, ahmè, dietro il colle che sto scendendo.

Prosegue così, tra cartoline eteree da ammirare, discese ardite e… risalite, tratti nel bosco o sulla neve, volontari di una cortesia infinita. Unico!

Un arrivo emozionante, con tante persone e tifo su entrambi i lati del corridoio degli ultimi metri, per qualcuno saranno dettagli, ma per chi corre fanno la differenza. Grazie Zoldo!!!

Domenica è una festa. Persone, tantissime persone e soprattutto bambini, tantissimi bambini, che corrono, c’è una gara anche per loro e non ha nulla da invidiare a quella degli adulti, assolutamente.

Posso solo immaginare quale impegno ci sia voluto per rendere praticabili i sentieri della gara dopo l’inverno di quest’anno, la passione e l’impegno del DXT staff ha dato grandi frutti. 

 

BOXINO – Le indicazioni dell’ING.

“chi vuole provarla il prossimo anno? Durante la preparazione non trascurate di lavorare sulla forza, indispensabile per superare bene le discese che proprio all’ultimo riservano la loro sorpresa più impegnativa. Durante la gara non dimenticate di bere e mangiare, sembra stupido dover sottolineare questo aspetto, ma è un errore che facciamo spesso in molti, e qua si paga più che da altre parti!!”

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