UTMB

L’ultimo fine settimana di agosto ha visto, come da tradizione, lo svolgersi della gara regina in Europa, ma azzarderei nel Mondo, del panorama trail. Sto parlando dell’Ultra Trail du Mont Blanc, meglio conosciuta ai più, come UTMB.
Questa edizione, la seconda sponsorizzata da Columbia, la quattordicesima dal primo start, l’abbiamo seguita in un modo un po’ diverso. Abbiamo sì dato spazio ai protagonisti che l’hanno corsa, dominata e vinta, ma anche e soprattutto a chi con dedizione, pazienza, tensione e sofferenza ha supportato gli atleti rifornendoli di cibo, sali, a volte massaggi, carezze, sguardi e incitamenti.
Ma facciamo un passo indietro. L’UTMB è la sorella maggiore delle gare che si svolgono intorno al massiccio del Monte Bianco, parte da Chamonix, in Francia, passa per Courmayeur in Italia, costeggia Champex-Lac in Svizzera per rientrare al punto di partenza dopo 170km e 10.000 metri D+. È l’ultima partenza, in ordine cronologico. Prima di lei partono nella stessa settimana: lunedì la PTL (Petite Trotte à Léon) 290km e 26.500m D+, mercoledì la TDS (Sur les Traces des Ducs de Savoie) 119km e 7.250m D+, giovedì la OCC (Orsières-Champex-Chamonix) 55km e 3.500m D+ e venerdì la CCC (Courmayeur-Champex-Chamonix) 101km e 6.100m D+.
Da anni, l’organizzazione dell’UTMB è una macchina pressoché perfetta, che, però, migliora di edizione in edizione. Ritiro pettorali con controllo del materiale per tutti gli atleti, senza code eccessive nonostante le migliaia di concorrenti (più di 8.000) che vi prendono parte, ufficio informazioni sempre aperto e più di 2.000 volontari lungo i percorsi, ai ristori, all’assistenza, etc.
Media che vengono assistiti per ogni esigenza e una sezione live che permette di seguire tutte le gare senza interruzione.

Vista così sembrerebbe una gara “quasi” fredda, ma così non è; anzi, oltre all’organizzazione ufficiale, c’è un’altra organizzazione: quella di chi assiste i trailer durante i 170km di gara. Anche questa deve essere perfetta, e a volte permette a un campione, che sta gareggiando per il podio o a un atleta che sta gareggiando per concludere la gara, di superare difficoltà o momenti di crisi e riuscire ad arrivare alla tanto desiderata finish-line.
Quello di chi fa quest’assistenza, è un cuore che pulsa, che batte all’unisono con i passi dei trailer. Alle varie basi ristoro, ho visto volti preoccupati a causa di qualche minuto di ritardo nell’arrivo del proprio atleta rispetto alla tabella prefissata a tavolino o rassegnazione mista a rabbia nei visi di chi sapeva che quello era l’ultimo punto di assistenza e l’atleta si sarebbe fermato impossibilitato a proseguire. O ancora gioia e urla d’incoraggiamento e lacrime di emozione alla ripartenza della propria compagna o del figlio, con la consapevolezza di ritrovarlo al prossimo punto assistenza.
Emozioni che nella nostra gallery potete vedere. Emozioni che scaldano il cuore, come la bimba seduta in braccio al papà che finisce un pasto veloce prima di ripartire ma che ha bisogno di quel viso dolce che lo guarda e di quel bacio pieno d’amore prima di riprendere il sentiero; o le mani piene di premura della moglie che spalmano di crema i piedi martoriati del marito alla base di Courmayeur mentre lui reintegra le energie; e come non notare le caramelle gommose che nei momenti di crisi, danno gioia e un senso di benessere per proseguire la cavalcata al trailer…
Tante piccole situazioni che regalano un’UTMB incredibilmente umano e caldo, ricco di sensazioni piacevoli e di emozioni forti provate da tutti i partecipanti (sia in gara sia nel dietro le quinte) non solo all’arrivo, ma durate tutti i 170km di questa regina incontrastata del mondo trail.

BONNE COURAGE!!!
A BIENTOT… UTMB!!!

www.columbiasportswear.it/
http://utmbmontblanc.com/it/

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