Ironman

Da Soul ad Iron il passo è…. obbligato!

Cronaca e sentimento di un’avventura catalana.
Due amici, un’impresa personale, uno spunto, un principio di metamorfosi o meglio… evoluzione!

THE PREQUEL

Domenica di settembre. Rilassamento post vacanze ancora in circolo. Suona il telefono. Si?…. Si?…. Si!… Ma certo!
Purtroppo o per fortuna ho la cattiva abitudine di rispondere d’istinto ad alcune richieste.
28 Settembre h14.00. Sono alla guida di un auto, al mio fianco Salvatore, direzione Calella, 40km a nord di Barcellona in terra Catalana. Obiettivo: Iron Man… per lui, Soul Man per me, che lo assisterò, lo fotograferò, informerò Carla e Lorenzo e l’ormai mitica “chat” che unisce diciassette tra i più variegati esemplari di “hombre meneghini”, alias i nostri fantastici amici con cui, da un po’, si fa “life sharing” di mezza, ma tosta, età.
Il viaggio ha quel sapore di una volta. Di quelle mitiche estati in cui tre o quattro amici, con mezzi su quattro ruote di varia natura, si tuffavano dallo scoglio di Ventimiglia verso il blu mitico della Côte d’Azur, dell’impareggiabile Var, l’elegante Provenza, la misteriosa Camargue. Dall’autostrada si percepiva l’odore di fascino, di arte, di donne e uomini che hanno segnato un’epoca, ma noi si tirava dritti, senza pensare troppo. Leggeri. Verso l’anarchico eldorado che Barcellona rappresentava nel nostro immaginario di neo “maturati”. 25 anni dopo ritrovarsi in macchina in un estemporaneo giovedì, trafugato al lavoro, alle priorità che la vita da genitore impone, ha ancora quel sapore!
I 1000 km volano veloci. Arriviamo per cena a Calella, alle 22.30; siamo fuori stagione ampiamente, ma il caldo e la gente non cessano di essere protagonisti sulla costa catalana.
Scarichiamo dall’auto il mezzo semi robotico, bio meccanico su due ruote che è la “bici” di Salvo e ci infiliamo nelle stanze.
Salvatore è un amateur, un atleta amateur. 53 anni, avvocato, padre e marito. In testa ha pensieri, nell’agenda incontri e orari pieni, nel tempo libero ha la famiglia. Esattamente come ognuno di noi. Dove ha trovato il tempo, la voglia, la determinazione per allenarsi ed essere in grado di nuotare in mare per 3,8 km, pedalare per 180 e correrne altri 42?!?!
Mentre mi arrovello nel cercare risposte e fantastico sui prossimi giorni, finalmente cala la tensione da volante ed entro di prepotenza in una lussuosa fase REM.
Venerdì 29 settembre. Mi alzo presto, vado a correre. Adoro esplorare “by run” i posti che non conosco, Mi piace perdermi, scoprire e conoscere per poi ritrovarmi, Non chiedo mai indicazione sulla strada in reception!
Corro lungo la costa e mi diverto nel dedalo dei vicoli del paese. Sogno una prima colazione principesca e così sarà! Al mio ritorno trovo Salvo che ha appena finito la sua e ne inizia un’altra con me; in questi giorni mi adeguerò ai suoi ritmi, per non distrarlo, per essergli vicino e farlo sentire sicuro. E poi non ho certo difficoltà a lanciarmi sul favoloso buffet!
Correndo ho visto la logistica della gara. Dopo averla vista, chiamarla gara è un po’ fuori luogo. Iron Man è un brand con uno dei “naming” più azzeccati della storia. Iron Man è diventato un modo d’essere, un obbiettivo condiviso con migliaia di persone, uno status. Non deve stupire quindi vedere una struttura di altissimo livello costruita sulla grande spiaggia per gli arrivi, una tensostruttura per briefing e party davvero gigantesca, ledwall ovunque, flag a colorare l’intero paese, bike parking di dimensioni epocali, gift shop con merchandising di qualità degno della New York Marathon! Evento al TOP!!!
Ci dirigiamo al ritiro pettorali, la consegna della bici, dei pacchi blu e rossi nella zona cambio; i vari riti di preparazioni che aumentano di secondo in secondo la produttività della midollare del surrene. Il neurormone si diffonde anche dalle sinapsi e il livello di attenzione positiva cresce, cresce, cresce!
Per placarlo ho riservato due lettini in riva al mare, per approfittare dell’ultimo caldo e bagno in mare di stagione, almeno per me…
Torno a correre anche il giorno dopo, sempre di mattina presto. Il giorno prima avevo avvistato delle rovine su di un’altura a picco sul mare, non ho idea di come arrivarci ma inizio al mia corsa in salita. Riesco ad arrivare dopo un’oretta scarsa, non su quella che avevo visto da sotto, ma su un’altra sommità appena più in alto delle rovine, invisibile dal basso. Visto da qui, il campo gara si mostra, magnifico, invitante. Inizio a provare una sana forma di invidia per Salvatore o meglio per la carica emotiva che si ha prima, durante ma soprattutto dopo esperienze del genere. Mi immedesimo. Da tanto non faccio gare impegnative e da quell’altura ho iniziato a sentirne la mancanza… non ditelo a mia moglie!!!
Unica cosa che non invidio a Salvatore è la notte prima dello start. Difficile, nervosa, sempre troppo corta o troppo lunga!
Infatti trovarsi alle cinque del giorno dell’impresa già iper-operativi è un attimo. Salvo e pronto e anch’io lo sono. Siamo a Ovest di circa 1000km da Milano, pur avendo lo stesso orario, quando usciamo, quindi, è accora buio. Una volta arrivati alla partenza resto a bocca aperta. Oltre 3000 sono le donne e gli uomini in muta e altrettanti i loro sostenitori, oltre 500 i volontari, lo staff, le forze dell’ordine. Insomma sulla spiaggia di Calella ci sono circa 10.000 persone. La protagonista diventa l’alba, poi il mare che si illumina, le boe che attendono gli atleti, le barche che si affannano a verificare che il loro posizionamento sia corretto e saldo, gli “uomini in nero” che iniziano le fasi di riscaldamento nuotando per 100/200 metri, per poi fare ritorno in spiaggia, alcuni più per nervosismo che per altro. Come automi si ordinano nei loro blocchi di partenza a seconda del tempo dichiarato precedentemente per la frazione di nuoto.
Da giornalista sono in una posizione a dir poco privilegiata: in acqua senza scarpe, jeans arrotolati sopra il ginocchio, macchina fotografica e telefono ben saldi in mano, davanti alla linea di partenza! Surreale!
Gonzalo, l’efficiente press office catalano è di fianco a me, ridiamo, parliamo, ci confrontiamo fino a che la linea di partenza non è coperta da una trentina di uomini, snelli, sguardi algidi, concentrati, indipendenti, non si guardano l’uno con l’altro. Universi paralleli per 8/9 ore, questo è il tempo che proveranno a far segnare i top atleti oggi, per percorrere 225km e 925m in ambienti diversi ma sempre by fair means, alla Mummery!!!

THE RACE

Si alza il cerchio di fuoco sopra la linea blu quel tanto che basta per dare lo start! Partiti!! entrano in acqua correndo e tuffandosi. Scompaiono tra le onde. Si trasformano uno ad uno, tutti. Entrano a far parte di un nuova dimensione. Per quel giorno saranno tutti Iron Man.
Vedo Salvatore, incrocio il suo sguardo, ci salutiamo, lo filmo mentre inizia la sua metamorfosi.
Io, invece, ho bisogno di un caffè!
Prima di tornare in spiaggia per l’uscita dall’acqua, vado a stringere la mano di Albert, il biker che mi è stato assegnato da Gonzalo per seguire la frazione su due ruote. Non potrò non ritrovarlo più tardi nella massa è alto più di due metri!
Dopo 48 minuti i primi escono dall’acqua e corrono verso la zona cambio, appaiono sereni, lo sforzo non trapela dalle loro espressioni. Solo la determinazione compare negli sguardi mentre si tolgono gli occhialini.
Salvatore esce dall’acqua in 1h e 8min!! Un delfino! Ho un amico con le branchie non c’è dubbio!
Mi intrufolo sfacciatamente ben oltre la zona VIP, sono praticamente all’interno della vietatissima zona cambio, ma si sa.. Italians do it better!!!
Tutti sono concentrati al massimo, non sbagliare nulla in queste fasi è fondamentale, anche solo un calzino messo male in 180km in sella può diventare un problema.
Vedo Salvo uscire con il destriero nero e corro da Albert. Mi consegna il casco e via! Voliamo sul suo BMW immenso, obbiettivo: searching Salvatore e raggiungere i primi… che nel frattempo sono già al km 70!!!
Albert è un personaggio di quelli che si incontrano raramente. Simpatico, appassionato di triathlon e non solo, ha già alle spalle un mezzo Iron Man proprio qui a Calella lo scorso anno, conosce percorso, passaggi e tempi meglio di chiunque, mi affido a lui e andiamo in tutti i punti migliori per seguire, fotografare, tifare, godere appieno della fase “bike”.
Mi faccio lasciare vicino alla zona cambio dopo quattro ore di moto.
Do uno sguardo al percorso “running” e capisco che sarà un calvario! Si tratta di un anello di 7 km che si svolge lungo la stretta ciclabile del lungo mare. Sei giri. Frustrante a livello psicologico come pochi altri io abbia visto. Anche se solo si volesse correrlo… qua ci arrivano dopo nuoto e bike!
Inizio a seguire i passaggi dei primi, vedo Lo svedese Nilsson favoritissimo che passa il tedesco Ackermann che per lungo tempo è stato in testa sulle due ruote. Lo svedese corre a un ritmo devastante, con un passo pulito, leggero. Spinge di avampiede come se fosse ad una 10K. Sconvolgente!
Li vedo passare tutti, uno ad uno. Definitivamente mi trasformo in un tifoso, applaudo e incito con entusiasmo, emozione. Volo al traguardo per ammirare Nilsson che chiude sotto le 8 ore!! Appare rilassato… That’s it!
Torno poi tra gli esseri umani. Mi sento più a mio agio. Incrocio due volte Salvatore, la seconda lo vedo provato, ma sempre deciso. Non mollerà! Non oggi!
Mi posiziono nella zona, anch’essa vietatissima ai media… ormai mi accettano, hanno capito che non riesco a non stare dentro la gara.
Sono sotto l’arco di arrivo tra la folla assiepata sugli spalti. Mi trovo anche a dare indicazioni agli spaesati atleti che, passata l’euforia dell’arrivo, si devono confrontare con la reazione del loro corpo e la loro mente dopo un sforzo del genere… non sempre è gestibile, spesso arrivano oltre i loro limiti e gli interventi del personale medico sono continui.
Ora è la folla, la musica, le luci, il tifo. E’ uno show!
La voce dello speaker è forte, chiara, multi lingue. Sento chiaramente pronunciare Salvatore. Mi avvicino ancora di più alla linea di arrivo. Lo vedo. L’emozione è immensa, la leggo chiaramente nella sua espressione. Ci abbracciamo. Flash. Medaglia. Gratificazione. Sollievo. Amicizia. Grande Gioia!

SEQUEL

Siamo a cena.
È mezza notte passata, siamo ebbri di emozione entrambi. Circondati da nostri simili.
Si commenta, si contempla, si condivide.
Il dopo gara è una bolla spazio temporale in cui non esiste null’altro che gioia.
Ho visto tanto oggi.
Ho visto spirito di leale competizione, ho visto voglia di affermazione.
Ho sentito chiari e distinti profumi di sentimenti diversi ma uguali: ambizione, riscatto, autostima, motivazione, sofferenza, conoscenza, convivialità, condivisione, lucida follia, fratellanza, semplicità, felicità, unicità.
Ho sentito vibrare sotto pelle concetti totalizzanti: esistere, essere ed esserci, riuscire e riuscirci, vivere sempre tutto fino in fondo, sorseggiare fino all’ultima stilla, anzi no! Bere assetati alla fonte primaria, inesauribile dell’esistenza stessa!
Credete che abbia esagerato? Allora non sarete mai degli Iron Man!

THE END

Ps – PER CHI VOLESSE APPURARLO E/O NON NE FOSSE CONVINTO, QUALCHE LINK UTILE E
SOPRATTUTTO UN’INFO PREZIOSA: DAL 2017 IRONMAN ARRIVA ANCHE IN ITALIA, A CERVIA… QUINDI… STOP SHORTCUTS!!!

IRONMAN THE WEBSITE
http://eu.ironman.com/#axzz4OxCjREav/

IRONMAN BARCELLONA
http://eu.ironman.com/triathlon/events/emea/ironman/barcelona.aspx#axzz4OxCjREav/

IRONMAN CERVIA 2017
http://eu.ironman.com/it-it/triathlon/events/emea/ironman/emilia-romagna.aspx#axzz4OxCjREav/

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