Crossing Ireland

“Devi farne di strada bimbo se vuoi scoprire com’è fatto il mondo. Con le tue scarpine corri nel sole. Trovi una vita che cresce insieme a te… E se la sera ti fa un po’ paura, trovi un amico che a casa ti accompagnerà…”
Era la clip di una nota marca di scarpa, con il bambino che si caricava in spalla un bastone e un sacchetto di poche cose e si avviava verso il tramonto.
Pronto a vivere un’avventura.
Da piccolo mi piaceva un sacco quella pubblicità.
I sogni di bambino sono rimasti lì, sopiti, fino a quando l’idea, la pazzia, la scusa, è stata quella di inventarmi un addio al celibato un po’ particolare, qualcosa in stile trail o meglio in stile “Soul”.
Così, dopo ore passate a interrogare il mappamondo, ho deciso: l’Irlanda ha le giuste dimensioni.
Obiettivo: “CrossingIreland”!!!

Fiorella Mannoia - I treni a vapore

Musica consigliata per la lettura di questo articolo
Fiorella Mannoia ~ Il cielo d’Irlanda

Le mie parole scritte a gamba più che a braccio, sono un frullato di sudore e kilometri, emozioni e gente vissuta, natura e tradizioni, pioggia e sole… e dell’inconfondibile verde smeraldo per il quale è famosa l’isola… da Ovest ad Est, da Cleggan a Dublino…

I tappa, Cleggan – Galway 94km – 10h06′

Stage One, partenza dall’estremo ovest irlandese, entusiasmo alle stelle, inizia l’avventura!! Cleggan, paesino al fondo di un golfo dall’acqua limpida, piedi bagnati dall’Oceano Atlantico e le meduse marroni “the Brown JellyFish” che sembrano salutare.
Dublino Arrivo!! Partire lasciandosi alle spalle l’immensità di un orizzonte infinito, fare appena due curve e ritrovarsi subito tra scorci di brughiera, il Connemara, con i suoi acquitrini, la sua bassa vegetazione e le rincorse (infruttuose) alle pecore punk, colorate per essere riconosciute.
Ho conosciuto alcuni ragazzi Gipsy, che su strada mi sfidano a correre contro di loro, io zainato, loro trainati da meravigliosi cavalli, sono subito risate e una foto ricordo.
Dopo pochi km li recupero su una salita irta, mi accompagnano un pezzo, poi mi salutano tornano indietro e si allontanano gridandomi, “Dublin”!!
Prima di una calda doccia, c’è un’altra emozione da vivere con il mio caro compagno di viaggio Jerome: salmoni che saltano tra le rapide, risalendo la corrente del fiume Corrib, fantastico!
La sera trascorre in compagnia di una buona Guinness passeggiando per Galway, con le sue strade zeppe di local e turisti qui riuniti per la settimana mondiale dell’equitazione, la Galway Races, sede di concorsi ippici e compravendita di purosangue.

II tappa, Galway – Loughrea 50km – 6h41′

Stage Two. Comincio la giornata correndo di fianco al mare ma presto lo saluto, per dirigermi verso il Cuore verde d’Irlanda.
Il cielo di un grigio leggero, le colline pettinate dal vento, le strade poco battute e una grande educazione degli automobilisti rendono piacevoli i tratti percorsi a bordo strada.
Durante la giornata sembra che il tempo non passi mai, i minuti scorrono, ma la luce solare è sempre la stessa e le poche macchine che sono presenti spariscono, mentre il numero dei cavalli della zona diventa nettamente superiore a quello degli abitanti.
Un posto da favola, ma lo zaino di quasi 7kg mi fa tornare alla realtà, specie dopo la tappa di ieri. Arrivato nel Centre Loughrea Slive Aughty, tra costruzioni in legno, centinaia di cavalli e decine di bambini da tutta Europa, che sono qui per perfezionare l’Inglese, bevo un thè caldo e tutte le fatiche passano. The Three Towers Eco House & Organic Kitchen, il nome dice tutto, mi guardo intorno e penso: “questo è un angolo di paradiso irlandese”.

III tappa, Loughrea – Moate 75km – 8h45′

Stage Three. La canzone di Fiorella Mannoia rispecchia la realtà e la giornata vissuta:
“Il cielo d’Irlanda è un oceano di nuvole e luce
Il cielo d’Irlanda è un tappeto che corre veloce
Il cielo d’Irlanda ha I tuoi occhi se guardi lassu’
Ti annega di verde e ti copre di blu
Ti copre di verde e ti annega di blu.
Il cielo d’Irlanda si sfama di muschio e di lana
Il cielo d’Irlanda si spulcia I capelli alla luna
Il cielo d’Irlanda è un gregge che pascola in cielo…”

l’Irlanda è generosa, mi regala sole e vento in poppa tutto il giorno, tanto da disidratarmi perfino un po’.
Arrivato a Moate i litri di liquidi bevuti sono ben 8!! Colline e poi ancora colline, piccoli centri abitati, costruiti intorno a imponenti chiese in stile gotico. All’arrivo faccio la conoscenza con Don Hannon, ultra trailer col fisico da rugbista e dalla simpatia contagiosa, membro della Nazionale irlandese di trail.

IV tappa, Moate – Kildare 67km – 8h45′

Stage Four. Le colazioni irlandesi sono tutto ciò che si può desiderare.. in una settimana!!
Ma il mio metabolismo aumenta ogni giorno le sue richieste, così io lo devo soddisfare con 4 uova strapazzate, 4 pezzi di bacon super croccante, 2 wurstel, 2 toast al crudo e fontina, patate e pomodori al forno, uno yogurt, cereali, 2 fette di torta di mele, un litro abbondante di succo d’arancia e tre tazze di caffè nerissimo.
Per la cronaca le calorie ingurgitate giornalmente sono circa 6000, a dispetto di quelle consumate che arrivano persino a 10000!!
Rain, sun, rain, sun, rain, sun e dopo qualche ora divento un po’ Irlandese anch’io e non ci faccio più caso.
Il paesaggio cambia di continuo e oggi mi trovo ad attraversare campi di grano che vanno dal verde al giallo chiaro, passando per sfumature d’arancione.
All’arrivo di tappa, come ogni giorno, mi presento a chi ci ospita con la “card” con tanto di stemma araldico, con su scritto le referenze e le generalità di ciò che sto facendo.

V tappa, Kildare – Glendalough 60 km – 8h16′

Stage Five. Da una meraviglia all’altra, lascio alle spalle Kildare, per dirigermi sempre più verso Est.
Le colline diventano via via più dolci ma è sempre presente il tipico verde smeraldo dei prati e i tanti cavalli che brucano beatamente l’erba; noto un ippodromo enorme, è tenuto nei dettagli come se fosse un piccolo giardino. Le sorprese di giornata sono però appena cominciate, ville in stile vittoriano e residenze altolocate mi fanno entrare in una dimensione parallela fatta di storia e di allevamenti equestri.
Dopo circa 30km sono a Hollywood! Spalanco gli occhi e sopra l’omonimo paesino c’è la famosa scritta a caratteri cubitali, ma ai suoi piedi, solo pecore tra l’erba verdissima. SPQI – Sono Pazzi Questi Irlandesi, mi ricordano qualcuno…
D’un tratto, tutto cambia, improvvisamente, dalla regalità delle tenute alla natura selvaggia in un territorio ostile, ma, in compagnia dell’amico Don che oggi farà da guida fino a Glendalough, attraverso le montagne. Qui il territorio irlandese è fatto di pochissimi sentieri, stretti e nascosti dalle floride felci, dalla pungente brughiera fatta di graminacee, muschi e ciperacee che lottano per rimanere incollati a un terreno intriso di acqua. Il verde si sbizzarrisce in tutte le sue tonalità vegetali e si contrappone al nero della torba ed al bianco dei nitrati. Il paesaggio è lunare e la presenza di noi corridori “di frontiera” è osservata da decine di occhi. Nelle tre ore in cui abbiamo attraversato queste zone, non abbiamo avuto nessun contatto umano, ma ho contato più di 250 cervi rossi, alcuni dalla barba bianca e dall’enorme palco. Bisogna pur ingannare il tempo in qualche modo o no?!?!
Il ritorno alla civiltà è graduale, scendendo dalle alture attraversiamo un’ex miniera di piombo e granito a cielo aperto, per giungere poi a Glendalough, la valle dei due laghi, dal gaelico Gleann Dá Locha. Sporchi, stanchi e affamati finiamo la nostra corsa con le gambe nel lago, la pioggia finissima fa il resto. Puliti. Come nuovi!

VI tappa, Glendalough – Dublin 50km – 7h

Stage Six, the last one! L’atto finale di questa impresa: dolori e stanchezza fanno parte del viaggio come la fitta pioggerella che satura l’aria. Tutto è perfetto in quest’ultima tappa, ad accompagnarmi ci sarà, oltre a Don, un gruppo di ultra maratoneti irlandesi giunti qui per godersi questi 50 km sulle Wicklow Mountains. Sono partito dall’antico sito monastico di Glendalough, fondato nel VI secolo, uno dei principali centri religiosi e didattici d’Irlanda, dove si trova una leggendaria torre cilindrica costruita per custodire le sacre reliquie e i libri dalle incursioni vichinghe. Oggi percorrerò la Wicklow Way, il lungo sentiero escursionistico, che attraversa Glendalough per arrivare nel centro di Dublino, dove il Soul Team due anni fa ha mosso i suoi primi passi internazionali. Nonostante i limiti imposti dal mio Inglese scolastico e dal clima ventoso, i chilometri scorrono veloci, tra le chiacchere e le risate contagiose dei miei odierni compagni d’avventura, con cui sono felice di poter condividere quest’ultima giornata veramente fredda. Al fondo di alcune colline scorgo il “laghetto di Guinness” fighissimo! L’acqua è, infatti, del tipico color caffè e le sponde bianche sono invase dalla spuma biancastra. Si!!!!!, sembra proprio un immenso bicchiere della famosa birra-cappuccino!!
Le creste delle colline sono sferzate dal vento, così che sembra di volare, ma con il k-way gonfio d’aria, correndo a tutta velocità viaggiamo come treni!!
I miei compagni d’avventura hanno lasciato le loro auto colme di provviste nei punti strategici del percorso, così possiamo riempire le borracce o mangiare qualcosa, poi qualcuno farà una parte in macchina, qualcuno monterà in sella, e mentre io mi rifocillo con dei biscotti farciti di crema e dei dolcetti al cioccolato, i ragazzi irlandesi sgranocchiano cubetti di ghiaccio!!!!
Cala il vento e ricomincia una pioggia battente, ma sto diventando sempre più irlandese, non ci faccio veramente più caso, proprio come le decine di persone che incontro durante il giorno. A sei/sette chilometri dall’arrivo, il cielo si apre e, ai piedi delle alte colline, si scorge Dublino. Dietro, il mare d’Irlanda e guai a chiamarlo Mare del Nord. Mi si apre il cuore, la meta è vicina. La discesa scorre via veloce e davanti agli occhi mi scorrono i momenti più intensi del viaggio, vorrei rallentare per farlo durare ancora, ma anche le avventure più belle finisco e questa, in puro stile irlandese, non poteva che concludersi in un pub!!

Quasi 400000 passi, 396km, 5500D+ in 49h33’
…e ancora più voglia di correre!

Autore Michele Evangelisti